No, non si tratta dell'influenza ma dell' Harmonia axyridis più comunemente chiamata "coccinella asiatica". Originaria di Cina e Giappone è una coccinella di grandi dimensioni, fino a 8 mm, dalla livrea molto variabile che spesso, si confonde con quella di altre coccinelle: quelle "indigene" per intenderci.






Fu introdotta in America nel 1988 per la lotta biologica agli afidi. In Europa è stata importata dieci anni dopo. Risultato? Un disastro! Si sta diffondendo in maniera spropositata e, ormai, ha esteso il proprio territorio dalla Scandinavia alla Grecia. Nemmeno la Svizzera, che ne aveva vietato la commercializzazione, è stata risparmiata. In alcune zone, quando vedete una coccinella, nei 90% dei casi è lei. In Italia si è diffusa principalmente al nord ma non avrei mai immaginato di trovarla anche a 1500 m.s.l.m in Alta Valtellina. Si vede che quest'anno ha deciso di trascorrere le vacanze in montagna sfidando il clima "teoricamente" sfavorevole.


Foto: Alta Valtellina (SO), 02 agosto 2009
Adesso che avete capito con chi abbiamo a che fare parliamone pure male. L' Harmonia axyridis è particolarmente tossica, più delle altre coccinelle, e sono frequenti i casi di reazione allergica per contatto. E' aggressiva divorando sì afidi, cocciniglie e acari ma, in mancanza di altro, anche uova di farfalla, bruchi e perfino larve di altre coccinelle. Ha dimostrato di poter soppiantare le specie di coccinelle autoctone operando, appunto, una predazione diretta ma, soprattutto, entrando in competizione per lo spazio e le risorse alimentari. Insomma si mangia tutto e non penso abbia predatori per via della sua tossicità. Credo di poter affermare che da insetto "potenzialmente" utile si stia trasformando in un vero e proprio pericolo per l'equilibrio naturale degli ecosistemi. E non è tutto: la coccinella venuta dall'oriente sta mettendo in allarme anche i viticoltori. Volete sapere come? Spesso tende ad aggregarsi, numerosa, nei vigneti con il rischio che, durante la vendemmia, qualche individuo, rimasto sui grappoli , venga spremuto con l'uva. Secondo alcuni studi è sufficiente un insetto per litro di mosto per alterarne il gusto e rovinare il vino. E voi che ne direste di un buon Chianti con retrogusto di coccinella? E quando arriverà la stagione fredda non stupitevi se cercherà di entrare in massa nelle vostre abitazioni: lei odia il freddo! Un consiglio: se la trovate sui muri o fra le fessuse delle pareti, non disturbatela poichè, per tutta risposta, emanerà una sostanza giallognola maleodorante e tossica. Poi vi toccherà ripulire...
Roberto Scherini
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