Attenzione: le informazioni ed i consigli riportati in questa sezione hanno carattere puramente divulgativo e non sostituiscono la consulenza medica.



FAMIGLIA BETILIDAE

Tra i rappresentanti di questa famiglia sono di particolare interesse medico quelli appartenenti al genere Scleroderma, le cui dimensioni vanno da pochi millimetri fino al massimo di 10-12 mm. Il corpo è di colore scuro e le zampe sono rossastre. Possono essere atteri (soprattutto le femmine) o presentare ali ben sviluppate. Spesso vengono scambiati per formiche. Hanno abitudini parasite e compiono lo sviluppo all’interno di larve di coleotteri (es. Cerambicidae) o talvolta lepidotteri (es. tarme). Le femmine utilizzano il pungiglione per paralizzare la larva dell’ospite su cui praticano un’incisione dalla quale viene prelevata l’emolinfa; in seguito l’insetto depone le uova sulla larva dell’ospite. Queste ultime si schiuderanno dopo un periodo variabile tra 15-35 giorni. In particolare citiamo Scleroderma domesticus che si annida frequentemente nelle abitazioni infestate dai tarli e che costituisce la specie che, con maggior incidenza, punge l’uomo.


Sintomi

I sintomi dipendono da diverse variabili: numero di punture, area colpita, età e stato di salute del soggetto. In generale sono punture molto dolorose che si evidenziano con una lesione pomfoide di circa 12 millimetri con un puntino emorragico, il tutto accompagnato da eritema pruriginoso. Dopo circa una settimana il pomfo viene sostituito da una crosta che permane per circa 15 giorni o, se la puntura è infetta, si forma una bolla purulenta. Raramente si hanno punture multiple ed, in tal caso, si possono avere sintomi quali nausea, spossatezza, febbre che regrediscono entro le successive 24-48 ore oppure anche linfangite o linfadenopatia che perdurano per circa 15 giorni. Anche in questo caso la reazione più pericolosa è lo shock anafilattico.


Cosa fare in seguito a punture di Scleroderma sp.?

 

  • Lavare e disinfettare l’area colpita
  • Recarsi dal proprio medico per concordare l’eventuale richiamo del vaccino antitetanico, consigliabile in quanto, viste le abitudini di questo insetto, la ferita potrebbe infettarsi.
  • Dare indicazioni dettagliate sul luogo in cui è avvenuto l’incidente (es. il soggetto maneggiava oggetti di legno, etc.)
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