Attenzione: le informazioni ed i consigli riportati in questa sezione hanno carattere puramente divulgativo e non sostituiscono la consulenza medica.

a cura di Marco Leva

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CIMICE DEI LETTI (Cimex lectularius): morfologia ed etologia

 

Cimex lectularius

Cimex lectularius

Cimex lectularius è un insetto ectoparassita ematofago obbligato (si nutre esclusivamente di sangue) associato all’uomo, di dimensioni piuttosto ridotte. Non supera i 6-8 mm di lunghezza allo stadio adulto. Il suo corpo è di forma ovale, estremamente appiattito. Il loro colore varia dal bruno rossiccio a digiuno, al bruno scuro quando sono sazie. Il colore è determinato dall’assunzione o meno di sangue.

Cimex lectularius

Cimex lectularius – rostro

L’apparato boccale è di tipo pungente-succhiante (rostro), formato da tre segmenti con funzione perforante all’interno del quale sono alloggiati due canali: da uno passa il sangue assunto mentre l’altro è collegato alle ghiandole salivari (che convoglia la saliva avente funzione anticoagulante e lievemente anestetica). Il rostro, in fase di riposo, è a contatto con il torace e solo al momento del pasto è proiettato verso l’ospite. A livello ventrale, in corrispondenza delle zampe metatoraciche, vi sono due ghiandole che secernono una sostanza avente scopo difensivo, il cui odore acre ricorda quello del coriandolo o delle mandorle amare. Le ali sono molto ridotte e non funzionali. L’addome è costituito da 11 segmenti, di cui 8 ben visibili.

Riproduzione

La fecondazione delle cimici dei letti è di tipo traumatico. Nel maschio si osserva un organo copulatore (edeago) ricurvo a forma di sciabola. La femmina, sterno-lateralmente tra il quarto ed il quinto segmento, presenta una sorta di insenatura (seno paragenitale) che si apre in una tasca in cui vengono convogliati gli spermatozoi: l’edeago del maschio perfora la cuticola in quell’area ed immette gli spermatozoi che, così introdotti nella femmina, iniziano la loro migrazione in una rete di piccoli canali che li porterà agli ovarioli.

Cimice dei letti

Cimici dei letti – accoppiamento


Le femmine adulte nel corso della loro vita (4-8 mesi, in prove di allevamento hanno raggiunto anche i 2 anni) possono deporre fino a 500 uova. Le uova sono di colore bianco perla, lunghe circa un millimetro, munite di un opercolo. La schiusa avviene, in condizioni favorevoli, dopo circa una settimana; lo sviluppo della larva è condizionato soprattutto dalla temperatura ambientale e la schiusa, con basse temperature, può avvenire anche dopo 3 mesi. Le uova vitali si riconoscono facilmente dalla presenza di due puntini rossi (sono gli occhi dell’ embrione). Le uova vengono deposte isolate o a gruppi, in prossimità dei punti di annidamento, utilizzando una sostanza collosa che le fa aderire tenacemente al substrato. Le uova, essendo praticamente impermeabili, non risentono l’effetto dei comuni insetticidi. Essendo insetti eterometaboli, neanidi e ninfe sembrano adulti in miniatura; dopo 5 mute raggiungono lo stadio adulto. Ogni muta richiede almeno un pasto di sangue. Se sussistono le condizioni ideali, si ha lo sviluppo da uovo ad adulto in circa 3-4 settimane, mentre se il clima è rigido i tempi si dilatano notevolmente.

Abitudini

Le cimici dei letti sono insetti gregari, le cui colonie possono essere formate da individui di diverse generazioni e stadi di sviluppo. Sono lucifughe, con abitudini prevalentemente notturne. Un esemplare adulto, in condizioni ideali, si nutre ogni 4-6 giorni.

Cimici dei letti

Cimici dei letti – individui di diverse generazioni


Durante il pasto possono ingerire sangue fino a 5 volte il loro peso; il pasto può durare dai 3 ai 20 minuti. Dopo essersi nutrite, non rimangono sull’ospite ma tendono ad annidarsi nelle vicinanze (materasso, struttura letto, comodini, etc.).


 

Cimici dei letti

Cimice dei letti prima e dopo il pasto


Sintomi

Cimici dei letti

Cimex lectularius mentre consuma il pasto

La puntura della cimice dei letti non è dolorosa e spesso non viene percepito dalla vittima, mentre risulta assai fastidiosa la reazione allergica che impiega giorni o addirittura settimane per guarire. L’entità di tale reazione, tuttavia, è assai variabile da individuo a individuo e può talvolta essere assente. Sovente pungono in zone ove la pelle dell’ospite è più sottile (come, ad esempio, polsi e caviglie, collo, etc.), in modo da raggiungere agevolmente il vaso sottostante. Sempre, comunque, in parti scoperte. La reazione cutanea successiva (che può manifestarsi anche alcuni giorni dopo) è piuttosto fastidiosa e consiste in un pomfo infiammato e pruriginoso; a seconda della sensibilità individuale si può avere un edema più o meno esteso. Sono anche state documentate reazioni immunomediate sistemiche e, nei casi di punture multiple, comparsa di febbricola e malessere generale. In linea di massima, comunque, questi insetti non trasmettono malattie.

Diffusione e segnali

Cimici dei letti

Cimex lectularius – macchie fecali

A differenza di altri parassiti (quali, ad esempio, i pidocchi), le cimici non vivono sull’uomo e quindi non è sempre agevole individuarle. Possiamo introdurre cimici nelle nostre abitazioni in seguito al soggiorno in strutture infestate, all’acquisto di mobili usati o, comunque, di materiale (ovviamente!) infestato. Individuare la loro presenza non è difficile: basta sapere cosa e dove cercare. Un controllo accurato del letto e della struttura è la prassi per rinvenire le tracce tipiche delle cimici dei letti. Va perlustrato a fondo ogni anfratto alla ricerca degli escrementi che producono (piccole macchie tonde e in rilievo, situate in prossimità dei loro annidamenti). Spesso le macchie fecali possono essere rinvenute anche su lenzuola, cuscini e coperte. Altri segnali evidenti della presenza delle cimici sono, ovviamente, le “mute” (esuvie) le uova e la presenza di esemplari vivi o morti. La presenza delle sole punture o macchie di sangue sulla biancheria (lenzuola, vestiti) non sono da considerare segni affidabili d’infestazione da cimice dei letti.

Trattamento dei pomfi

La reazione alle punture delle cimici dei letti è molto soggettiva e cambia da individuo a individuo. In alcuni soggetti le punture non provocano alcuna reazione allergica, in altri i pomfi si trasformano in pustole molto puriginose. Pertanto, per il trattamento delle punture, si consiglia di consultare un medico, che saprà indicarvi la cura più appropriata.


Attenzione: l’assunzione “fai-da-te” di farmaci, cioè senza aver prima consultato un medico, potrebbe comportare serie complicazioni per la vostra salute!


Per alleviare il forte prurito possiamo utilizzare dei metodi naturali:

  • posizionare del ghiaccio sul pomfo.
  • sciogliere un po’ di bicarbonato e spalmare la poltiglia ottenuta sulla puntura.
  • tagliare una fetta di cipolla e farla aderire sulla puntura.
  • spalmare sulla puntura del dentifricio alla menta.

Questi sono i rimedi che si usavano una volta, le nostre nonne spesso ci curavano così.


Disinfestazione

Evitare i rimedi “fai da te” tramite l’utilizzo di insetticidi che, oltre ad essere dannosi per la salute, possono peggiorare la situazione e far esplodere letteralmente l’infestazione in tutto l’ambiente circostante al focolaio. Si consiglia di contattare un esperto per l’eradicazione di questo parassita, essendo molto particolare date le sue caratteristiche.

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