Linnea nel mondo degli insetti
 


 
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PUNTURE CIMICI DEI LETTI

 

Attenzione: le informazioni ed i consigli riportati in questa sezione hanno carattere puramente divulgativo e non sostituiscono la consulenza medica. Le risposte degli esperti nel forum.

CIMICE DEI LETTI (Cimex lectularius)

Insetti caratterizzati da un capo corto e largo con un paio di occhi composti, davanti ai quali si sviluppano le antenne costituite da quattro segmenti. L’apparato boccale è di tipo pungente-succhiante , costituito da un labbro inferiore sottile e allungato, detto “rostro”, che può essere formato da un unico pezzo o anche da quattro parti. Sulla parte dorsale del rostro c’è una doccia dove vengono alloggiate le restanti parti dell’apparato boccale, cioè una coppia di stiletti mandibolari esterni, apicalmente dentellati e con funzione perforante, e una coppia di stiletti mascellari interni che unendosi danno origine a due canali, uno da cui passa il sangue con cui gli insetti si nutrono e uno collegato alle ghiandole salivari che convoglia la saliva (funzione iperemizzante e lievemente anestetica). Normalmente il rostro viene tenuto sotto al capo, contro il protorace; al momento del pasto però viene proiettato in avanti. Il protorace è più largo di meso e metatorace e presenta il pronoto espanso ai lati. Le zampe sono ben sviluppate, con tarsi costituiti da tre tarsomeri; a livello ventrale, in corrispondenza delle zampe metatoraciche, c’è una ghiandola che secerne sostanze dall’odore acre (benzochinoni) a scopo difensivo. Le ali sono ridotte a squame e non sono funzionali. L’addome è costituito da 11 segmenti, ma solo 8 sono ben visibili. Nel maschio a livello dell’estremità dell’addome si osserva un pene ricurvo, mentre nella femmina a livello laterale, tra il quarto ed il quinto urosternite, c’è una sorta di apertura che si apre in una tasca (organo di Berlese o di Ribaga) in cui vengono convogliati gli spermatozoi in seguito ad una “fecondazione traumatica”; una parte di spermatozoi verrà qui digerita, mentre la restante porzione viene convogliata nell’emolinfa e poi negli ovari. Le femmine depongono circa 2-10 uova al giorno per circa due mesi, per un totale di 100-600 unità. Le uova sono biancastre, lunghe circa un millimetro, munite di un opercolo che viene espulso al momento della schiusa che avviene dopo circa 5-10 giorni a seconda delle condizioni climatiche (lo sviluppo si blocca per temperature sotto i 13 gradi e le uova possono restare così fino a tre mesi). Le ninfe ematofaghe sono adulti in miniatura, di colore giallo pallido, e dopo 5 mute si trasformano in adulti. Se sussistono le condizioni ideali lo sviluppo da uovo ad adulto avviene in circa 3-4 settimane, mentre se il clima è rigido i tempi si allungano (fino a 10 settimane). Sono insetti gregari e le colonie sono formate da individui di diverse generazioni e stadi di sviluppo. Sono specie lucifughe, con abitudini notturne: consumano il pasto il pochi minuti per poi tornare rapidamente nei loro anfratti per digerirlo. Durante il pasto possono ingerire fino a sette volte il loro peso. A differenza di altri parassiti quali ad esempio i pidocchi, le cimici non vivono generalmente sull’uomo, e quindi non è sempre facile individuare i segni dell’infestazione. Talvolta le abitazioni infestate emanano cattivo odore a causa delle secrezioni ghiandolari degli insetti, ma potrebbe essere mascherato dalle scarse condizioni igieniche. Può succedere di introdurre gli insetti nelle proprie abitazioni in seguito al soggiorno in strutture infestate, o all’interno di vecchi mobili. E’ possibile rinvenire tracce della presenza di questi insetti consistenti in resti di mute e uova, o anche escrementi visibili come piccole macchie scure sulle lenzuola o sul muro (è l’eccesso di sangue assunto durante il pasto).

Sintomi

Spesso pungono dove la pelle è più sottile (sui polsi, sulle caviglie), ma anche sugli arti superiori e sul viso. Generalmente la puntura non causa dolore, mentre la reazione cutanea successiva (che può manifestarsi anche diversi giorni dopo il contatto) è piuttosto fastidiosa e consiste in un pomfo infiammato e pruriginoso con un puntino emorragico al centro; a seconda della sensibilità individuale si può avere un edema più o meno esteso. Sono anche state documentate reazioni immunomediate sistemiche e, nei casi di punture multiple, comparsa di febbricola e malessere generale. In linea di massima comunque questi insetti non trasmettono malattie, anche se sperimentalmente si è visto che possono essere infettati dai virus dell’HIV e dell’epatite B. In soggetti che vivono in condizioni igienico-sanitarie scadenti e che possono presentare infestazioni protratte per molto tempo, ci possono essere problemi secondari legati ad esempio alle lesioni da grattamento, oppure in soggetti fragili, quali i bambini o gli anziani, si possono riscontare stati anemici dovuti alle continue sottrazioni di sangue.

Trattamento

Nel caso di punture isolate è sufficiente disinfettare la zona con sali quaternari di ammonio e applicare pomate cortisoniche (se prevale l’edema) o antistaminiche (se prevale il prurito). I soggetti che vivono in condizioni igieniche scadenti o con gravi lesioni da grattamento andrebbero ospedalizzati e sottoposti a copertura antibiotica; in questi casi è bene ispezionare attentamente il soggetto perché gli insetti potrebbero rimanere su di esso a completare il ciclo di sviluppo (cercare sotto le unghie dei piedi, tra le cuciture dei vestiti…).

Disinfestazione

Esporre reti e materassi alla luce diretta del sole. Nei locali infestati utilizzare insetticidi specifici a base di cipermetrina 0,03%, deltametrina 0,1%, permetrina 0,2%. Durante la disinfestazione le stanze vanno lasciate chiuse per 7-10 giorni, e l’irrorazione di insetticida va ripetuta dopo questo periodo per avere la certezza di agire su tutti gli individui (tenendo conto che non hanno azione sulle uova).


punture di insetti

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