Attenzione: le informazioni ed i consigli riportati in questa sezione hanno carattere puramente divulgativo e non sostituiscono la consulenza medica. punture-reduvidi

REDUVIDI

La famiglia dei reduvidi comprende un vasto raggruppamento di specie (circa 6200) a diffusione mondiale. Sono insetti di dimensioni e colorazioni variabili, con corpo più sviluppato in lunghezza che il larghezza. Il capo porta un robusto rostro e antenne genicolate inserite lateralmente, ed è ben distinto dal collo. Le zampe anteriori sono robuste, prensili o raptatorie. Per quanto riguarda il trofismo esistono specie predatrici e specie ematofaghe, che si nutrono di sangue di animali omeotermi tra cui l’uomo. In linea di massima hanno abitudini notturne, ma alcune si sono specializzate nel parassitare animali ad attività notturna e quindi si nutrono di giorno. Le specie ematofaghe prima di sottrarre sangue iniettano un liquido con effetto anestetico, anticoagulante e rubefacente. Il loro pasto richiede circa 30 minuti e non è detto che venga completato in una sola volta. Sottraggono circa 200 mg di sangue, ma le specie più grandi possono ingerirne fino a 3 g. Durante la suzione il reduvide rilascia feci, che possono contenere pericolosi parassiti i quali penetrano all’interno dell’ospite grazie alle lesioni da grattamento che lo stesso si provoca in seguito alla puntura dell’insetto. A tal proposito va detto che l’efficienza vettoriale di tali insetti si misura in base al tempo che intercorre tra l’inizio del pasto e la defecazione. Il ciclo vitale è etero metabolico e dura circa 3-12 mesi a seconda della specie e delle condizioni climatiche. Prima di deporre le uova la femmina deve completare un pasto; con un solo accoppiamento una femmina, nel corso della propria vita, può deporre un gran numero di uova (da 100 a 800 a seconda della specie). Le uova vengono deposte in gruppetti all’interno di anfratti di muri e pavimenti.   Le specie che possono essere reperite in ambiente domestico sono:

  • Reduvius personatus (reduvio mascherato o cimice crudele): vive in ambiente rurale, è di colore rosso mattone, lungo circa 1.5 cm. negli stadi preimaginali usa ricoprirsi il corpo di detriti mimetizzandosi col substrato per predare altri insetti.
  • Ploiaria domestica (cimice armata): vive in ambiente rurale, è di colore rosso bruno con due macchie scure a livello addominale. La lunghezza è di circa 7-8 mm, il corpo è piuttosto sottile (spesso viene confuso con un opilione), con zampe anteriori raptatorie e più corte delle altre e non ha ali. Si nutre di zanzare, ragni e dermatteri.
  • Rhinocoris hiracundus (cimice assassina): vive in aperta campagna, è di colore rosso vivo con macchie nere ed è lunga 14-16 mm. Si nutre di altri insetti.

Sul territorio italiano non sono presenti reduvidi ematofagi e comunque non sono vettori di patogeni. In linea di massima non raggiungono livelli infestanti nelle abitazioni. Le punture, talvolta conseguenti ad accidentali contatti, sono piuttosto dolorose, in genere localizzate a dita, avambracci e piante dei piedi; nel punto d’inserzione del rostro si forma un pomfo infiammato e dolente che dura un paio di giorni. È sufficiente disinfettare con iodopovidone e, se il dolore è troppo forte, applicare pomate anestetiche. Se è il caso rinnovare la copertura antitetanica. La specie Platymerus rhadamanthus, non presente in Italia, oltre a pungere è in grado di ruotare il capo e spruzzare una sostanza irritante che, se entra in contatto con gli occhi, provoca forte dolore e temporanea cecità. In questo caso bisogna eseguire lavaggio forzato dell’occhio (cioè a palpebra aperta) e applicare un collirio anestetico; la situazione torna alla normalità in circa 10 ore.


Patologie trasmesse dai reduvidi

 

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